REGNARE SOPRA DI TE INGIUSTAMENTE

cerri

«Sai che passo spesso di là, a piedi, / per allungarmi la strada?». Con Regnare sopra di te ingiustamente è stato proprio così, un allungarsi la strada, un continuo leggere, rileggere, far decantare, sentire il retrogusto dolce e amaro di questa forte poesia.

«Lascia perdere i sogni / e offrimi un bicchierino, / non offri mai niente tu» dice Jones, tra i protagonisti della raccolta, all’autrice di questo forte e spiazzante libro di poesia, Simona Cerri Spinelli, nata a Pisa nel 1984; eppure, la giovane poetessa ci regala i suoi versi, bellissimi e pieni di forza e sentimento, lei che dice: «Nessuno mi ha mai guardato come un poeta. / Ma io ho guardato voi. / Spiandovi dal buco della serratura».

Simona non ha paura di muoversi per vedere, osservare, sviscerare quello che più ama, la fa impazzire, e dice: «Ho preso in mano il mio talento / e l’ho gettato al largo. / A che serve nuotare a riva?»; ha versi violenti e dolci al contempo, monologhi dal ritmo incalzante, che sembrano scritti apposta per il teatro, che entrano dentro, piano piano, e divampano, come un incendio, dentro chi ha il coraggio di leggere questa poesia che non dà sfogo a sentimentalismi o a domande inutili, ma che va dritta al dentro delle cose, agli amori, alle passioni, al rapporto col mondo, se stessa, la poesia.

Una poesia che punge, che è rimedio e veleno al contempo: «Esiste forse una malattia più dolce? / Di dover scrivere più forte, / segnando le parole col sangue»?

Lascia un commento