Raccontare la verità

emanuela

 

Emanuela, come è possibile, secondo Lei, far vivere e resistere un giornale per tanti anni, e come mantenere intatti passione ed entusiasmo nel tempo?

Far vivere e resistere un giornale nel tempo è una ricetta molto difficile, il combinato composto di molti fattori diversi che devono combinarsi in maniera virtuosa: l’oggettività del raccontare, l’approfondimento puntuale, l’autorevolezza di chi scrive, l’intercettare i gusti del pubblico.  In questo momento di crisi per i giornali a pagamento, quando sembra che tutto possa essere disponibile gratis su internet anche a scapito del valore e della bontà delle informazioni, è necessario che le persone capiscano che vale la pena pagare per un giornalismo di qualità.

Lei come e quando ha deciso di diventare giornalista?

Da quando ho imparato a leggere e sono stata avvinta dalla capacità delle parole di trasportarmi nel luogo e nel tempo narrato, ho desiderato poter fare lo stesso anche io. Sono cresciuta divorando le pagine di grandi giornalisti come Enzo Biagi o Igor Man e ho capito che avrei voluto saper raccontare il mondo e la vita quotidiana con la loro profondità e la loro leggerezza.

Un’altra cosa che mi preme chiederLe è: quanto è importante la verità in questo lavoro, ma quanto soprattutto lo è per Lei nel suo lavoro?

Ritengo che la verità sia base fondante del nostro lavoro, non si può pensare di raccontare se non la verità. Lo dobbiamo ai lettori ma anche a noi stessi, dalla mancanza di trasparenza non può nascere nulla di buono. E’ pressoché impossibile essere completamente distaccati o asettici quando si scrive, ma bisogna ricordare che è fornendo elementi oggettivi a chi ci legge che lo aiutiamo a formarsi un’opinione personale.

Se Lei dovesse dare 10 consigli a chi sta intraprendendo questa strada, quali consigli darebbe?

Anzitutto, citando una canzone molto sentita in questo periodo, “non è mica scritto da nessuna parte che avremmo avuto vita regolare”. In altre parole, preparatevi a tante collaborazioni diverse prima di trovare una stabilizzazione che, forse, non arriverà. Dopodiché, passando ai consigli pratici, direi:

1-      Leggete. Non c’è nulla come nutrire la mente e il lessico leggendo buoni libri e ottimi articoli: c’è sempre da imparare in termini di ispirazione, di ritmo, di storytelling.

2-      Siate curiosi. Coltivate la curiosità dei bambini, non smettete di chiedervi il perché delle cose, andate oltre la prima risposta e apritevi a imparare cose che non conoscete.

3-      Specializzatevi ma non settorializzatevi. E’ vero che più ne sapete di una materia, più ne diventate esperti e maggiore è la probabilità che quando c’è da scrivere di quello si rivolgano a voi, ma questo mondo richiede versatilità e flessibilità: una volta in redazione potreste dovervi occupare di qualunque cosa.

4-      Scrivete. Cercate di scrivere il più possibile, non importa se apparentemente non state scrivendo per nessuno: scrivete per voi, per tenervi in allenamento, per esercitarvi, per fissare un pensiero che non tornerà più.

5-      Documentatevi. Prima di scrivere di qualunque argomento siate certi di sapere voi per primi quello di cui state parlando e di averne compreso il meccanismo, altrimenti o vi ridurrete a un mero copiaincolla oppure vi perderete (e con voi i vostri lettori) in una spiegazione confusa.

6-      Non fermatevi alle apparenze, ma attenzione alle evidenze. E’ vero che non è tutto oro quel che luccica ed è doveroso smascherare i falsi, ma prima di dare fuoco alle polveri ricordatevi che se è giallo, luccica e ha un certo peso ci sono buone possibilità che sia oro.

7-      Trovate una chiave di lettura. Quando date conto di un avvenimento, di un fatto di cronaca o anche nel presentare un’intervista cercate di trovare, e fornire, una chiave di lettura originale del testo: lo spunto che lo rende interessante e risponde alla domanda “perché dovrei leggere di questa cosa?”

8-      Scegliete le parole con cura. I sinonimi non sono tutti uguali, spesso si comportano da falsi amici e bastano un aggettivo o un verbo sbagliato a cambiare la comprensione di un articolo.

9-      Rileggete. Quando avete finito un articolo, un post per un blog, un tweet, prima di premere “invio” rileggete ancora una volta, magari dopo esservi alzati e aver fatto altro per un attimo: tornati davanti allo scritto lo sguardo sarà diverso, e magari troverete la svista che vi era sfuggita

10-   No panic! L’ansia da foglio bianco esiste. Non abbiate paura, ce l’hanno tutti, quello su cui posso rassicurarvi è che col tempo e l’esercizio vi sorprenderà molto meno spesso.

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