
Ehm…
Caro Diario,
mi rendo conto che è un sacco di tempo che non ti scrivo, che apro queste pagine, inserisco un titolo, salvo la bozza e aspetto che arrivino i momenti e le parole perfette per dirti cosa ho in mente. Boh, a dirti il vero, non lo so neanche oggi. In questo momento potrei parlarti della mia abbronzatura “da muratore” dovuta alla mia estate senza reali soste, del sonno che c’è e non c’è, delle zanzare che mi hanno torturata e che non accennano a fermarsi e anche delle mie piccole frustrazioni quotidiane. Invece no, sono seduta in un bar, è sabato pomeriggio, c’è un cielo azzurro, un sole bellissimo e una fontana. E io sono qui, ci sono, e questo già mi piace.
In fondo, oggi ti saluto solo, per dirti che a volte mi basta gioire delle cose minime, anche in questo periodo così pieno, vuoto, così strano, in cui mi sembra di essere confusa e tra la nebbia, e magari sto solo sbocciando…
Non so, ti dirò, per ora penso a comete e distanze e linee infinite che ci uniscono…
Questa è un’altra storia, ma te la racconterò presto presto…
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