
Caro Diario,
se c’è una cosa che mi sono ripromessa di non fare, di disimparare, è di rendere conto continuamente e a tutti. Del perché taglio i capelli, metto il rossetto, non metto più lo smalto, se dimagrisco o se ingrasso, se ho le tette grandi o piccole, se ho letto un libro o ne ho letti cinque, se scrivo alle persone o se non scrivo, se incontro gli amici o li trascuro e chi più ne ha più ne metta.
In questi ventisei anni sono stata gentile con tutti perché così mi è stato insegnato, ingenua, accomodante, un paio di volte sono stata “accusata” da persone che amavo di non dimostrare fino in fondo di tenere loro perché non mi arrabbiavo mai, altri ancora hanno dedotto cose dalle mie azioni o atteggiamenti, mi hanno fatto dire cose che non proprio avevo detto, perché loro pensavano fosse giusto così.
Oggi, decido di ribellarmi, di fare la rivoluzione, perché si parte dalle piccole cose, dall’essere gentili ma non fessi, dall’essere interessati, innamorati, entusiasti, ma non zerbini, dall’essere onesti, ma non sciocchi.
Io voglio fare la mia personale rivoluzione, praticando ogni giorno la gentilezza, riuscendo però a tenere sempre alta la testa!
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