
Quando in biblioteca ho trovato Ciao, tu, non ero del tutto sicura che l’avrei amato. Sì, Roberto Piumini è Roberto Piumini, ma accanto a questo, sempre di Fabbri editore c’era Giù la zip e ho incontrato anche un CBCR – Cresci bene che ripasso in librerie e biblioteche e non ero sicura di potercela fare…
Poi ho iniziato a leggerlo e mi sono trovata catapultata all’interno di una storia dolcissima, dove Michele e Eulalia vivono di uno scambio epistolare dolcissimo tra i banchi di scuola.
Forse “dolcissimo” non è la parola esatta, perché non è di dolcezza o sdolcinatezza che si parla, ma dei sentimenti di due ragazzi che si conoscono attraverso delle lettere tra i banchi di scuola e che sperano di piacersi e di diventare qualcosa in più rispetto all’essere amici e allo stesso tempo entrambi sono certosini nel cercare le parole giuste per raccontarsi.
Bellissimo libro, dolce, idealista, che mi ha ricordato la tenerezza provata tra i banchi di scuola e un inverno passato a scrivere racconti, una sorta di tenzone, con un ragazzo di cui ero innamorata anni fa, e ho riprovato, immedesimandomi in Michele e Eulalia, o Viola, alcune emozioni, quelle vivide della tensione e dell’attesa…
Insomma, libro consigliatissimo, per ragazzi e adulti, per gustarsi la bellezza delle lettere, a cui, forse, non siamo più così abituati.
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