Il Natale di Osvaldo e Felice

caro Diario,

ieri ti scrivevo così (ma poi ho avuto problemi con la condivisione):

Come augurio per un felice Natale, pubblico così come l’ho trovato, il racconto scritto e condiviso dal mio amico Nicola (grazie, Nic, per questo stupendo racconto!!!) sul suo profilo Facebook.

«Un racconto per bambini di tutte le età…

Il Natale di Osvaldo e Felice

C’era una volta un grande orso imbottito di stoffa col muso triste e malinconico.

Aveva un solo amico nella vetrina del negozio, un cane-coniglio di nome Osvaldo un po’ spelacchiato e scombinato ma dal grande cuore di pezza.

Il grande orso dal muso malinconico era molto triste perché nessuno gli aveva mai dato un nome e Osvaldo cercava invano di consolarlo.

Poi un giorno accade un fatto strano.

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Era giunta la vigilia di Natale e faceva molto freddo. I bimbi infagottati sostavano davanti alla vetrina del negozio di giocattoli e gridavano eccitati alle loro mamme che volevano l’ultimo robot parlante e la macchinina telecomandata che poteva anche volare. Qualche mamma diceva: “Non vuoi un bel pupazzo di peluche? Quell’orso per esempio… anche se ha l’aria un po’ triste…”

I bimbi non sentivano ragioni: “No, non lo voglio! Non ha neanche un nome e poi ha un’aria così abbacchiata”. Osvaldo poi, suscitava soltanto risa e sberleffi ma lui non ci faceva caso perché aveva il suo grande cuore di pezza.

Il povero orso invece era sempre più triste e malinconico: “Domani è Natale Osvaldo… Tu e io resteremo soli anche quest’anno. Nessuno ci vuole e io non avrò un nome neanche questo Natale.” Una piccola lacrima sembrò uscire dal suo occhio di bottone e Osvaldo si sentì stringere il cuore di pezza. Venne la sera della Vigilia e tutti i bimbi tornarono a casa con i loro bei balocchi nuovi fiammanti da mettere sotto l’albero. Le luci si erano ormai spente, Osvaldo e il suo amico orso riposavano nella vetrina buia aspettando la mezzanotte. Improvvisamente sentirono uno scampanellìo venire dal fondo della strada. Una slitta trainata da maestose renne riccamente addobbate si stava avvicinando al negozio e il suono era quello dei loro campanelli dorati.

A guidarla c’era Babbo Natale in persona con la sua lunga barba, la sua tunica rossa e il cappuccio ornato di bianco. Osvaldo e l’amico orso triste si svegliarono di soprassalto in preda all’emozione. Babbo Natale li guardò con un sorriso: “Venite, questa notte starete con me mentre vado a rendere felici i bimbi che non hanno ricevuto nessun regalo perché i genitori sono troppo poveri.”

A Osvaldo batteva forte il cuore di pezza. “Babbo Natale, ti prego, fai felice anche il mio amico orso che non ha un nome”. L’orso accennò un sorriso senza dire nulla. Babbo Natale lo guardò bonariamente e disse: “Ti chiameremo proprio così: Felice! Perché farai felici i bimbi più sfortunati. Sarai la loro piccola grande gioia del Natale. Venite, andiamo ci attende una lunga strada questa notte…”

Osvaldo e Felice salirono sulla slitta di Babbo Natale, con il loro grande cuore di pezza pieno di gioia. Felice capì che da quella notte gli orsi come lui sarebbero stati la gioia di tutti i bambini più sfortunati. Mentre ci pensava il suo cuore batteva forte, e per la prima volta fece un sorriso all’amico Osvaldo che gli era sempre stato accanto. Per loro fu il Natale più bello che mai avrebbero potuto immaginare.

FINE ✨💫

Buon Natale a tutti gli orsi 😊»

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