
La cosa bella di lavorare in una scuola è il poter visitare la biblioteca senza stancarsi mai: l’odore delle pagine dei libri, il loro fruscio, quel perdersi tra i colori e le immagini che impreziosiscono la copertina…
Giovedì pomeriggio, mentre cercavo Novecento di Alessandro Baricco, scorrendo lo scaffale per arrivare all’850.3 BAR, sono incappata in 850.3 BAKO, e cioè nei libri di Paul Bakolo Ngoi. Sono tornata indietro di almeno quindici anni, quando mi avevano regalato Colpo di testa, non so più se per Natale o compleanno, perché in famiglia ogni occasione è buona per regalare libri. E infatti, c’erano due copie di Colpo di testa, uno con la stessa copertina che ricordavo io, con il frontespizio arancione, e l’altro con la copertina azzurra. Vicino a queste due copie ci stava un altro libro, con un bel bambino in copertina e un titolo curioso: Chi ha mai sentito russare una banana?
L’ho preso in prestito e, dopo scuola, in un’ora e mezza di viaggio in treno per andare al Festival del Libro di Muralto, mi sono letta questo racconto carinissimo.
La storia è questa: Furmi è un ragazzino di 12 anni che ha cominciato a lavorare come tuttofare in una piantagione di banane (siamo a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo) e un giorno, dopo molte giornate lunghe e noiose, capita qualcosa di straordinario: può andare a mangiare a tavola coi grandi, la sera si ferma a riordinare e così diventa amico di Médard, il sorvegliante e poi sulla strada per tornare a casa, sente una voce che lo chiama e scopre che proviene dal suo zaino…
Un racconto d’amicizia, delicato, nel quale l’autore ci dà la possibilità di immergerci, facendoci conoscere anche delle favole, dei modi di dire, ci fa vedere i profumi e sentire la consistenza delle strade, il suono dei makemba mentre friggono…
È un primo viaggio in Congo: c’è Lingala, c’è la mentalità, ci sono gli usi, le piccole testate di saluto, c’è Nzambe, Dio, che provvede per tutti…
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