Lettere dalla quarantena – Deserto

Cari ragazzi,
Eccomi a voi.
Settimana 3, giorno 2, lettera 1.
Siamo a casa da oltre quindici giorni ormai, ma cerchiamo di vivere tutto come prima: la scuola, la casa, il lavoro. Le nostre giornate però hanno ritmi diversi: io per esempio la mattina continuo a svegliarmi presto, ma al posto di correre a scuola, inforno torte o leggo un libro mentre bevo un té, prima di iniziare a lavorare. Ho, come anche voi, del tempo libero in questo momento; o meglio, abbiamo del tempo in cui decidere come usare al meglio la nostra libertà, partendo dalle piccole cose.
Magari, molti di noi in questi giorni pensano al fatto che si stanno annoiando, che non incontrano nessuno, mentre invece vorrebbero incontrarsi con gli amici: capita anche a me, che, tra le altre cose, in questi giorni mi è venuta una gran voglia di cantare, cosa che faccio sempre mentre lavo i piatti e non solo, ma che faccio davanti agli altri con una sola persona, il mio amico Alessandro, con cui una volta cantai in un museo di Riccione. Vorrei prendere e andare da qualche parte, anche solo per un paio di giorni, come ho sempre fatto, eppure il nostro compito è stare a casa, per il nostro bene e per quello degli altri e gli unici viaggi che possiamo fare, li facciamo con la fantasia.
È strano, come questo tempo, ci inviti e ci insegni a vivere il deserto. Alcuni anni fa non ci avrei creduto a questa storia del deserto, fino a quando in vacanza conobbi Alessia, con cui facemmo subito amicizia: era sempre sorridente, nonostante il suo papà si fosse ammalato, era bionda, i capelli le accarezzavano i fianchi, e un giorno parlando mi disse: «è bello sapere che anche nel deserto non si è mai soli!»; da quel momento questa frase divenne il mio mantra, un ritornello che spesso mi ripeto, anche in questo periodo di incertezze, e da quel momento siamo anche diventate amiche e non ci siamo mai perse di vista, anche se non ci sentiamo spesso, lei vive nelle Marche, io qui, eppure continuiamo ad avere la stessa certezza dell’esserci l’una per l’altra, anche nel deserto.
E così a noi, che siamo abituati ad essere tempestati di notifiche, di notizie, proprio a noi, in questo tempo, è data la possibilità di appassionarci alla vita, che non è un’accozzaglia di esperienze, un accumulare cose o occupazioni che non ci facciano sentire soli, ma è un respirare e guardare la realtà con occhi pieni di curiosità e voglia di stupirsi di tutto. O, almeno, è quello che mi sembra sottolinei questo periodo.
Voi che ne pensate?
Ci sentiamo alla prossima lettera,
Un abbraccio,
Stella.

(01.04.2020 – Lettera scritta per i miei allievi)

2 risposte a “Lettere dalla quarantena – Deserto”

  1. Avatar Lettere dalla Quarantena- speranza (o ripartenza) – Stella N'Djoku

    […] tutti,Settimana otto, giorno sette, lettera sei.Dopo il deserto, la pazienza, lo sguardo, la gratitudine e lo spaesamento, oggi potremmo avere come parola chiave […]

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  2. Avatar Lettere dalla ripartenza – Libertà – Stella N'Djoku

    […] parlato del deserto e del fatto che anche quando pensiamo di essere soli e magari siamo sconfortati, in realtà […]

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