Cari voi,
Settimana sei, giorno cinque (che in realtà per me che sto iniziando a scrivere è il giorno 4, ma non voglio trasgredire l’ordine che mi ero proposta e quindi sto finendo la lettera che è venerdì e sono passate le undici), lettera quattro.
Il mio giovedì è pieno, due riunioni, lezione, collegio docenti e mille pensieri che si accavallano. Il mio venerdì non è molto diverso, mille riunioni e c’è pure un imprevisto, tanto che la lezione delle due del pomeriggio devo spostarla, all’ultimo, alle 17.
Dal mio balcone non ho grandissimi aggiornamenti, se non che ho scoperto la struttura delle margherite, alcune hanno ancora tutti i petali, altre non sono schiuse e altre ancora invece hanno perso anche il loro centro giallissimo che ora lascia spazio solo allo stelo, che torna nudo, quasi autunnale; tra le cose belle però c’è che stamattina ho scoperto che tra i ramoscelli del gelsomino che ricopre la ringhiera c’è un nido di uccellini, di fronte alla finestra della cucina, che stamattina svolazzavano avanti e indietro cinguettando a gran voce. E intanto il tempo passa, le giornate scorrono, siamo ancora in quarantena e ancora di certezze su cosa sarà non ne abbiamo, però stiamo scoprendo la bellezza delle piccole cose, a cui magari nemmeno eravamo abituati.
Ieri ho scoperto, grazie a un amico, che nelle stelle si formano tutte le particelle che ci sono nel mondo e che esistono pianeti, i cosiddetti esopianeti, che sono in un altro sistema solare e poi ho ascoltato una canzone – Stranizza d’amuri ed è di Franco Battiato, un grande cantautore, un avanguardista per una decina di volte consecutive, sarà stato per lo scampanellio, per la melodia, o forse per il testo in dialetto siciliano, che mi ricorda per vicinanza il salentino, la lingua materna di mio nonno, che ieri erano undici anni che non c’è più (ed ecco svelato il perché delle due poesie che vi ho inviato ieri!).
Tra le cose che mio nonno mi ha insegnato e che mi insegna tutt’ora ce ne sono due che sono super importanti nella mia vita: la gentilezza e la gratitudine.
E in questa quarantena, in cui la gentilezza la posso esercitare solo a casa e con le commesse del supermercato durante la spesa settimanale, quella che mi fa da guida durante ogni giornata è la gratitudine: di essere viva, di essere qui, di avere un tetto sopra la testa, una famiglia, degli amici, da mangiare; la gratitudine di avere avuto lui – mio nonno – nella mia vita, così come sono grata di avere avuto altre persone nella mia vita, anche solo di passaggio, e sono grata delle canzoni, dei pianeti, di Alessandro – il mio amico con cui canto – che mi invia i video in cui studia nuove canzoni, la gratitudine di avere Valeria con cui condividere le ricette, la gratitudine che ritrovo in Lucrezia, che oggi festeggia da sola il suo compleanno, e poi Giorgia e Federica, che sono un po’ lontane ma ci sono sempre, e ancora la gratitudine di avere parenti da chiamare, cose da fare, voi a cui scrivere…
L’esercizio che mi sono proposta è proprio questo: cercare di essere grata ogni giorno per almeno tre cose e se poi ne trovo di più, meglio ancora!
Fatelo, facciamolo, ogni giorno, proviamo!: la nostra piccola rivoluzione parte anche da qui: dall’amore per ciò che c’è e dalla gratitudine.
Grazie anche a voi.
Alla prossima lettera,
un abbraccio,
Stella
P.S.: qui sotto vi lascio due testi che parlano di gratitudine, o, meglio, che ringraziano proprio!
Il primo è il cantico delle creature di San Francesco D’Assisi e il secondo è una poesia di Mariangela Gualtieri, che dice proprio “Io ringraziare desidero”
*
Cantico delle creature – Francesco D’Assisi (1224)
«Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione.
A te solo, o Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di menzionarti.
Lodato sii, mio Signore, insieme a tutte le creature, specialmente per il signor fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu tramite lui ci dai la luce. E lui è bello e raggiante con grande splendore: te, o Altissimo, simboleggia.
Lodato sii o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai create, chiare preziose e belle.
Lodato sii, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; per quello nuvoloso e per quello sereno, per ogni stagione tramite la quale alle creature dai vita.
Lodato sii mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.
Lodato sii mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. Egli è bello, giocondo, robusto e forte.
Lodato sii mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento e ci mantiene: produce diversi frutti, con fiori variopinti ed erba.
Lodato sii mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore, e sopportano malattie e sofferenze.
Beati quelli che le sopporteranno serenamente, perché dall’Altissimo saranno premiati.
Lodato sii mio Signore per la nostra sorella morte corporale, dalla quale nessun essere umano può scappare, guai a quelli che moriranno mentre sono in peccato mortale.
Beati quelli che troveranno la morte mentre stanno rispettando le tue volontà. In questo caso la morte spirituale non procurerà loro alcun male.
Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.»
*
Io ringraziare desidero – Mariangela Gualtieri
Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione,
che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto
e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.
Ringraziare desidero per l’amore,
che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede.
Ringraziare desidero
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in noi,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,
e la speranza, la fiducia, la lavanda.
Ringraziare desidero
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.
Ringraziare desidero perché
sono tornate le lucciole,
le nuvole disegnano,
le albe spargono brillanti nei prati,
e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati.
Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
per la quiete della casa,
per i bambini che sono nostre divinità domestiche
per l’anima, perché consola il mio girovagare errante,
per il respiro che è un bene immenso,
per il fatto di avere una sorella.
Io ringraziare desidero
per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
per le facce del mondo che sono varie
per quando la notte si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati,
fragili e confusi,
cercatori indecisi.
Ringrazio dunque
per i nostri maestri immensi
per tutti i baci d’amore,
e per l’amore che ci rende impavidi.
Per i nostri morti
che fanno della morte un luogo abitato,
e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
Per i figli,
col futuro negli occhi,
perchè su questa terra esiste la musica,
per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
per il silenzio che è la lezione più grande
per il sole, nostro antenato.
Ringraziare desidero
per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.
Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la gran potenza d’antico amor
per amor che muove il sole e l’altre stelle
e muove tutto, in noi…
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