
Cari tutti,
Settimana otto, giorno sette, lettera sei.
Dopo il deserto, la pazienza, lo sguardo, la gratitudine e lo spaesamento, oggi potremmo avere come parola chiave la speranza (o ripartenza) e questa è l’ultima delle lettere dalla quarantena, da quella totale, che ci ha fatti restare chiusi in casa, lontani dai nostri affetti.
Dalla settimana scorsa in giardino è cambiato poco, il gelsomino è sempre lì, verde e rigoglioso e ancora senza fiori. Io mi sono ustionata facendo una torta l’altro giorno e ora ho una bella bruciatura sulla parte esterna dell’avambraccio sinistro… Quindi, per non rischiare, nei prossimi giorni il massimo di dolci che farò saranno le crêpes…
Ma ci pensate? Domani, o meglio, da domani, ricomincerete ad andare a scuola, ritroverete i vostri compagni, gli amici, i professori. Dopo due mesi…
Due mesi in cui siamo cambiati noi e sono cambiate le nostre abitudini, tra lavare le mani mille volte al giorno e non abbracciarsi quando ci si incontra, ma non solo. Abbiamo sperimentato le lezioni online e le videochiamate e ora siete chiamati a questa nuova e doppia modalità.
È tutto nuovo, tutto strano, e le cose che abbiamo imparato in questi mesi sono una scoperta tanto grande che, nonostante la situazione così surreale e inaspettata, non vorremmo dimenticare nulla di ciò che abbiamo imparato. Come, per esempio, apprezzare le piccole cose, riconoscere cosa, per noi, è essenziale.
Concludo quest’ultima lettera dalla quarantena con un po’ di nostalgia, già!?, ma chissà che da settimana prossima non arrivino altre sorprese…
Grazie per essere stati i miei interlocutori preferiti di questa quarantena, per i messaggi su teams e moodle anche di domenica e per aver condiviso con me i vostri disegni, diari, le challenge e le vostre passioni per il teatro, la lettura, la cucina, …
Vi ringrazio e vi abbraccio!
Alla prossima lettera?
Lo scopriremo prossimamente…
Stella
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