Lettere dalla ripartenza – Ripensarsi

Cari tutti,

Anche a questo giro, siamo alla quarta settima, terzo giorno, seconda lettera.

Il gelsomino resiste alla pioggia ed è bello profumato, e tra l’erba tagliata si erge un solo dente di leone, piccolino, ma bello, elegante.

Di questi giorni trascorsi, non possiamo certo dire che non sia successo nulla: se poche settimane fa, leggendo Io come te ci sembrava impossibile che qualcuno potesse fare del male a qualcun’altro solo per il suo essere diverso, se un paio di settimane fa vi parlavo dell’uccisione di quel ragazzo che faceva jogging perché era nero (il suo nome era Ahmaud Arbery), l’altro giorno è successo a un altro signore, ancora nero, ancora giovane, perché a 46 anni lo sei, anche lui, morto perché un poliziotto, uno che dovrebbe assicurare la giustizia e far sì che le persone si sentano al sicuro, l’ha ucciso, mentre lui lo implorava di lasciarlo vivere, che non riusciva a respirare e ha chiamato la mamma, perché la mamma è il porto sicuro per chiunque si trovi in pericolo, anche quando si tratta di un uomo di due metri, ormai adulto, con una famiglia e delle figlie.

In questi giorni, mentre accadevano queste cose e iniziavano le proteste, mentre l’America ha cominciato a bruciare e altre persone ancora sono state uccise, io pensavo a voi e a delle osservazioni che mi avete fatto nel corso di quest’anno scolastico e l’anno scorso: J., non mi ricordo più di cosa stessimo parlando in classe, ma un giorno mi aveva detto che era impossibile che, se uno è diverso, non si percepisca diverso; io gli ho risposto raccontandogli un aneddoto mio, di quando ero piccola e del fatto che certo che vedevo che la mia mamma era bianca e il mio papà era nero, ma che non mi ero mai posta il problema perché per me quella era la normalità e che solo dopo, una volta arrivata a scuola, ho cominciato a capire che tutto doveva essere incasellato, perché le persone cominciavano a percepirti e a riconoscerti in un certo modo ed è in quel momento che sì, cominci a percepirti come diverso. L’altro ricordo è legato a un altro mio allievo, che l’anno scorso spesso si fermava tra un’ora e l’altra e mi portava dei suoi testi, canzoni sue preferite, si metteva a chiacchierare con me e un giorno mi disse: «sa che lei è la mia prima insegnante di colore? È brava!»; vi confesso che lì per lì mi sono messa a sorridere, poi però ci ho pensato un po’ su, al fatto che non è facile essere percepiti diversi, sentirsi diversi.

Così questi giorni li ho trascorsi così, a pensare a chi sono, a chi siamo, a come possiamo davvero fare qualcosa di bello e utile per il mondo e per tutti.

Vi confesso che non lo so, o meglio, non ho la risposta esatta, perché probabilmente non ce n’è una soltanto, però ho pensato a quello che ci siamo detti all’inizio dell’anno, ovvero che il nostro compito è anche quello di far sì che vengano annullate tutte quelle che abbiamo chiamato “piccole intolleranze quotidiane”, stando attenti al nostro linguaggio, ai piccoli gesti, come abbiamo visto nel nostro libro, con l’amicizia tra Luca e Rajiva: allontanare l’indifferenza, cercare di entrare in rapporto, di creare un’amicizia. Perché conoscere è il modo migliore per non avere più paura, per apprezzare, per rendersi conto che tutti siamo uguali, che sembra solo una bella frase, ma poi ci accorgiamo che potrebbe essere realtà…

Potrei andare avanti per ore, ma vi lascio così, con questi spunti e tante speranze.

Vi lascio anche, però, con un esercizio: quali sono 3 cose che puoi fare di giorno in giorno per combattere le “piccole intolleranze quotidiane”?

Settimana prossima vi dico le mie.

Vi abbraccio,

Stella

3 risposte a “Lettere dalla ripartenza – Ripensarsi”

  1. Avatar Moonlight 🌗

    Il diverso fa paura perché proprio in quanto diverso, è a noi sconosciuto. Quindi per combattere le “piccole intolleranze quotidiane” suggerirei di non avere paura ma a scacciare i pregiudizi e a tendere la mano all’altro: che sia anche solo un saluto, un sorriso, un gesto cordiale; che poi la gentilezza non ha mai fatto male a nessuno!
    Bellissimo articolo educativo che da’ molti spunti di riflessione!

    Piace a 1 persona

    1. Avatar stellandjoku

      Grazie mille per queste parole e per gli spunti! ❤️

      Piace a 1 persona

  2. Avatar Lettere dalla ripartenza – Libertà – Stella N'Djoku

    […] (o il rifiorire) e poi la speranza (o ripartenza). Siamo andati oltreoceano, abbiamo provato a ripensarci e siamo stati anche Cesare, l’imperatore romano e i […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a stellandjoku Cancella risposta